“Oggi sono a Venezia”. Lavorare in questa città, un privilegio che mi permetteva di immergermi nella bellezza di giornate veneziane, sempre uniche ed irripetibili. Pioggia, nebbia, estate o inverno non facevano differenza, anzi. Ogni condizione, modificando la luminosità e il contrasto, rendeva le prospettive fascinose e mi faceva scoprire particolari mai osservati prima… Quel giorno, tornato a piazzale Roma a riprendere l’auto, prima di ripartire ho voluto annotare sull’agenda le parole “Rosso San Zaccaria“. Volevo essere certo di ricordare quella strana tavolozza di colori che avevo incontrato in mattinata appena sceso dal traghetto. Contrariamente al solito, dominavano infatti tutte le tonalità del rosso su quelle multiformi ed eterogenee alle quali ero abituato. Insegne di mostre, locandine, cumuli di bagagli, teloni protettivi di ponteggi rendevano il “Campo” singolare, facendo risaltare ancor più il bianco candido della facciata della chiesa.
“San Zaccaria” è un’opera dedicata al fascino che Venezia esercita sempre sugli animi, anche in una mattinata di lavoro e non solo per i suoi magnifici edifici.
