Gianluigi Guarneri con Daverio 2017
Gianluigi Guarneri, professore e critico d’arte ha stilato la seguente recensione su le opere grafiche di Paolo Mariani:

C’è un tempo e un luogo, nell’immensità dell’anima, dove tutto scorre e si invola nella rosea dimensione del ricordo. Istanti, attimi fuggevoli dell’esistenza si fanno colore e assurgono nelle sintetiche stratificazioni tonali dell’artista Paolo Mariani. Tramite tecniche miste, principalmente collage di carte pigmentate, crea affascinati ritmi visivi, netti e delicati, sublimati in un suadente equilibrio tra trasparenze e materia. Tracce del vissuto si trasfigurano nel paesaggio, nel luogo, negli eventi che quelle località hanno avuto nella storia divenendo, nel tratto geometrico, un fantasmagorico meta racconto.

Ho conosciuto Paolo nel suo stand alla Fiera di ArtePadova 2024. Mi ha colpito la personale visione intellettiva, l’immensa professionalità lavorativa, la sua pittura aero compositiva, la comune passione per il volo. Le opere dell’artista cercano nel colore le vibranti sonorità di lontane memorie che diventano testimonianza di una vita votata alla bellezza.
L’artista coglie nelle composizioni l’immensità del sogno, elaborato dai riflessi dei ricordi, dai soffi d’aria che vorticano impetuosi nel primo lancio col paracadute. Nell’immensità dell’azzurro il rombo del motore scuote le bianchissime nuvole. Ecco il salto nel vuoto, il successivo silenzio, ora leggero e controllato, ora libero di ammirare meravigliosi ritagli di territorio e cielo nelle sequenze simultanee di ardore e paradiso. Ecco la terra che si avvicina, i bianchi ombrelli dei paracadutisti, la riconquista della propria ombra sul verdissimo campo volo di Campoformido. La materia acquista una nuova vita, i colori si fanno corposi e iridescenti scomponendo i fili fluidi del vento in un’energia di luce sconvolgente che si dirama sopra mille terreni erbosi generando magicamente una vertiginosa e trasfigurata idealità percettiva.
Anche l’acqua per Paolo Mariani diviene fluido essenziale, entità viva in movimento che scorre nella continuità dei tempi. L’Adige, dai riflessi azzurro smeraldo, assume un colore ancora più intenso se navigato con ogni genere di imbarcazioni o ammirato dalle antiche vestigia veronesi delle rosse merlature di Castelvecchio. Rimembranze poetiche e scolastiche parlano di quel luogo incantato che ha conosciuto la storia di Re Teodorico, in sella a un impetuoso destriero, intento di catturare una cerva selvaggia, misteriosamente apparsa, che lo trascinerà in un incredibile viaggio nel cratere di Vulcano. Tra luce, forma e spazio i ricordi si sovrappongono piacevolmente generando giustapposizioni cromatiche che identificano un luogo-ricordo.

Venezia, San Zaccaria, dalle origini bizantine, consacrata al padre di San Giovanni Battista dall’Imperatore Leone V l’Armeno, appare nella sua veste rinascimentale, come un monumento iconico  dalle differenziate e complesse nuance della materia. Il colore rosso prevale, si insinua nelle strutture della composizione facendo risaltare ulteriormente la bianca superficie della bellissima chiesa. Turchese, smeraldo, cristallo, sole, silenzio, ci trasportano lontani, verso un altro affascinante mare, quello Ligure, sul quale si apre il Golfo di Baratti, lungo la costa  della Maremma. Le ambrate sabbie e l’acqua cristallina luccicano tramite frammenti ferrosi provenienti dalle antiche lavorazioni etrusche che Paolo riprende sovrapponendo delicate strutture geometriche in eleganti sovrapposizioni plastiche. Per l’artista il paesaggio è solo un iniziale paradigma dal quale ispirarsi per elaborare altre estensioni figurative dalle imprevedibili attese. Sabbie, brezze improvvise, profumati arbusti, riverberi e connotativi segnali di arcaiche civiltà sublimano in mutevoli tracce dalle complesse e impreviste interrelazioni.
Baratti e San Zaccaria di Paolo Mariani
Il mare d’inverno, ricordo personale e collettivo di musicale memoria “è un concetto che il pensiero non considera più ”… diviene per l’artista luogo unico e iridescente costellato  da nere strutture in legno che delimitano le spiagge illuminate dal sole giallo arancio del tramonto. L’artista coglie nel frammento di tempo e luogo un tratto, una traccia, un effimero istante creando un rapporto tra ogni singola elaborazione e la sua corrispondente sinossi interiore. Affiora nelle opere dell’artista una misteriosa sintonia tra liricità e segno, contenuto e sintesi, alla ricerca di una continua semplificazione del tratto fino alla quasi assenza della componente pittorica. Nell’Arte di Paolo Mariani un’astratta ritmicità di moduli grafici sublima in precise alternanze spaziali che confluiscono in una successione di simboli simili ad un personale e misterioso linguaggio nel quale l’artista trova libertà, felicità, senso del proprio esistere.
Il volo, come pilota di ultraleggeri, accentua il desiderio di spazio, cosmo, libertà. Paolo Mariani è un pilota di idrovolante anfibio con il quale s’invola nei cieli del mondo alla ricerca di emozioni e lirici frammenti di poesie senza tempo “[…] eseguo i controlli di rito prima di portare il motore al minimo e spiralare con una virata dolce e continua sino ad un metro dall’acqua […]”.  L’acqua, verde smeraldo, del Lago di Garda profuma di gioia, bagliori, amene tonalità. Paolo trova nel Volo e nell’Arte il palpito del suo cuore attraverso l’elaborazione di accadimenti che veleggiano liberamente in una sequenza di affascinanti esperienze figurative. La spazialità diviene forza propulsiva, luogo dove l’essere sensibile conduce alla creazione del mondo percepito e successivamente traslato nell’incantevole racconto della vita intesa come impegno e passione. L’immagine tempo assume per Paolo una complessa rivelazione, dove ogni attimo, ogni colore si carica di infinite soavità intellettive sospese tra esteriorità e interiorità, donando al viaggio, di qualsiasi estensione temporale e geografica, un inedito significato. Le opere di Paolo Mariani esplorano territori invisibili e visionari, navigano  oltre la dimensione imitativa della realtà sospese nell’infinito divenire, testimoni di istanti, gemme preziose di irrevocabili respiri, lievi e sensibili, sottesi nelle profondità dell’anima.
Primo lancio a Campoformido